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LA CENA INDIGESTA

L 'ira di Pedrini sugli invitati a casa del presidente

La "cena tra amici", peraltro sfumata, a casa Garassini e un mancato invito alle celebrazioni in ricordo del senatore Franco Varaldo, hanno provocato un terremoto nel centrosinistra e, in particolare, all'interno della Margherita. I cespugli l'hanno giurata al ppi, per aver architettato un incontro conviviale fra "under 40" che, a loro dire, aveva il solo scopo di rinforzare la posizione del presidente della Provincia. E ancora una volta, a misurarsi a muso duro sono Garassini e il senatore dell'Udeur, Egidio Pedrini.

Il senatore ne ha per tutti. «Se Miceli inizia la sua attività di segretario dei Ds con una cena del genere osserva è perché non ha cognizione del significato politico dei suoi atti. Lui deve coagulare i consensi in termini politici, ne amicali, ne tanto meno anagrafici.

Quanto a Garassini. «Farebbe meglio a impiegare il suo tempo in iniziative per il rilancio dell'amministrazione provinciale che fa acqua da tutte le parti. Ma Pedrini è sopratutto offeso per non essere stato invitato dal Comune di Savona all'omaggio a Franco Varaldo. «Non mi interessa sapere se la "dimenticanza" sia da attribuire al sindaco o al suo vice - afferma il senatore - Dico solo che non invitandomi hanno mancato di riguardo ai 74 mila savonesi che mi hanno votato. Io non voglio paragonarmi a Varaldo, ma sono sicuramente il suo successore. E se questa classe dirigente non ha la sensibilità per capirlo - prosegue Pedrini - allora mi spiego anche perché non c'è un disegno strategico della città, oppure perché il Comune non riesce a dialogare con i cittadini».

Immediata la risposta di Garassini: «Non credevo davvero che una cena tra amici potesse suscitare reazioni di questo genere. Pedrini si è qualificato a più riprese dicendo una serie di sciocchezze -sostiene il presidente della Provincia - Questa è l'ultima. La Provincia è in crisi? Il senatore non ha la minima cognizione di quel che succede a Palazzo Nervi.

E per chiudere: «Dopo Varaldo, Ruffino e russo, è toccato Pedrini, un senatore imposto dall'alto. I savonesi facciano le loro valutazioni». Miceli ha preferito non replicare, mentre cerca di gettare acqua sul fuoco, Rosario Tuvé, leader provinciale di Rinnovamento Italiano. «Ognuno fa il proprio gioco. L'importante è che lo si faccia per un obbiettivo comune. E poi Garassini può invitare a casa sua chi vuole». In questa baruffa natalizia è rimasto coinvolto, suo malgrado, il presidente della Port Authority Sandro Becce. Che ieri ha tenuto a puntualizzare: «La mia presenza alla cena non aveva alcun significato politico».

Bruno Lugaro