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Dal Secolo XIX del 19 dicembre 2001

Becce, Miceli, Di Tullio: patto a casa di Garassini

Tutti a Loano, a casa Garassini, per scambiarsi gli auguri di Natale, ma soprattutto per rinsaldare i rapporti all'interno del centrosinistra, in vista delle prossime scadenze elettorali. Era questo il programma della «cena fra amici» che avrebbe dovuto concludere , la serata di lunedě. Inviti calibrati, un passaparola discreto, giusto per non alimentare gelosie, e un menů da ribotta: quattro spaghetti, salumi e formaggio come se piovesse, vino buono. A tavola, assieme al presidente della Provincia, Nino Miceli, neo segretario dei Ds, Livio Di Tullio, segretario della camera del Lavoro, Alessandro Becce, presidente della Port Authority e Gianluigi Granero, presidente della Lega delle Cooperative. Gli emergenti della politica savonese. Ma Garassini non aveva fatto i conti con i suoi impegni a Palazzo Nervi. Il protrarsi di una riunione di maggioranza lo ha costretto a rinviare all'ultimo momento l'incontro. Si vedranno subito dopo Natale. Resta il significato politico della cena sfumata. Garassini č evidentemente accreditato dai Ds come il punto di riferimento della Margherita a Savona. Un uomo al quale č necessario garantire una  tranquilla navigazione, da qui alla fine del mandato in Provincia, per evitare pericolose incrinature nella coalizione. E di sostegno, in questo momento, ha bisogno anche Becce, alle prese con la dirompente presa di posizione dell'Unione Industriali contro il piano regolatore portuale. Amministrazione provinciale, Ds e sindacato fanno quadrato intorno a lui, in attesa che passi la tempesta. Il patto degli "under 40" č stato siglato.

Bruno Lugaro