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Dal Secolo XIX del 01/02/2002

Clamorosa svolta ad Albenga su iniziativa della Procura della Repubblica che tuttavia invita alla cautela

Piano regolatore, tre indagati

Le prime ipotesi di reato sono l'abuso d'ufficio e il falso

Savona. Tre persone iscritte nel registro degli indagati per abuso d'ufficio e falso. I nomi degli inquisiti per ora non si conoscono, ma si intravedono all'orizzonte. È il primo passo ufficiale del l'inchiesta avviata dalla magistratura sui presunti abusi nella redazione delle controdeduzioni al piano regolatore di Albenga. Controdeduzioni che il consiglio aveva approvato il14 novembre scorso con la delibera numero 70, finita poi al centro anche di un ricorso al Tar da parte della minoranza e di Lega Ambiente. II caso era scoppiato in seguito ad un esposto: poco più di un mese fa. La magistratura aveva incaricato gli uomini della polizia giudiziaria di acquisire la documentazione necessaria per fare chiarezza sull'argomento. E verificare quali le ipotesi di reato. Nel giro di una decina di giorni in comune e in conservatoria sono state prelevate mappe del PRG e visure dei vari terreni dove, secondo la minoranza, sarebbero state commesse irregolarità. Le presunte violazioni, ora al centro dell'inchiesta, avevano scatenato una bagarre a livello politico, culminata con il consiglio comunale fiume del 25 gennaio scorso. Una seduta storica, protratta si fino alle 5 e mezzo del mattino, nella quale la maggioranza del sindaco Zunino aveva ribattuto colpo su colpo alle accuse mosse dai sette consilieri di minoranza capeggiati da Angelo Viveri. Ieri il colpo di scena. I nomi degli indagati sono finora coperti dal segreto istruttorio, ma gli inquirenti avrebbero ben chiaro il quadro entro il quale approfondire le indagini. Il prouratore della Repubblica, Vincenzo Scolastico, che segue la vicenda al fianco del sostituto Alessandro Bogliolo, invita alla massima cautela in questa fase dell'indagine. Un fascicolo delicato, alla luce soprattutto dei cambiamenti della normativa in tema di abuso d'ufficio. "Si tratta di un reato difficile", sono le uniche ammissioni del procuratore. Nel mirino della magistratura sono finite le contro deduzioni redatte dall'architetto Roberto Schneck insieme al collega Pier Giorgio Castellari di Savona sulle zone di viale Otto marzo e di Vadino, oltre alla ormai notissima "DE" in regione Miranda. I magistrati dovranno verificare se sono stati modificati i piani volumetrici di alcuni terreni, gli indici di edificabilità, e soprattutto se con le controdeduzioni sono stati favoriti personaggi in qualche modo coinvolti personalmente nella redazione del piano regolatore stesso. Ma anche parenti diretti di singoli consiglieri. In viale Otto Marzo, per esempio, le accuse mosse dalla minoranza riguarderebbero la modificazione, senza giustificazioni urbanistiche, di perimetri di zone sulle quali la Regione non aveva fatto osservazioni, favorendo in tal caso i parenti dell'architetto Schneck. Tuttavia il professionista che è anche consigliere provinciale, ha già dato mandato all'avvocatoFausto Mazzitelli di tutelarlo di fronte alle accuse mossegli dalla minoranza, riservandosi "di chiarire le sue scelte di fronte alla magistratura". Giovanni Ciolina