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Varazze, caos in Forza Italia 
Manifesti contro il coordinatore Andrea Valle 

VARAZZE 

Continua la telenovela di Forza Italia. Da una parte la delegazione cittadina cosiddetta «ufficiale» guidata da Andrea Valle e scaturita dall´ultimo congresso. Dall´altra il gruppo che fa capo a un altro consigliere comunale, Giovanni Baglietto, che sostiene di rappresentare la maggioranza degli iscritti varazzini a Forza Italia e che non si riconosce nel segretario Valle. A febbraio fu presentata ai vertici regionali una richiesta di commissariamento che finora non ha avuto seguito. Ieri una nuova puntata. A Varazze sono comparsi manifesti in cui tre iscritti al partito, Giovanni Caviglia, Vittorio Mantero e Marco Preti chiedono a nome di 145 altri iscritti la convocazione di una assemblea straordinaria per far saltare Valle. In realtà la storia di Forza Italia a Varazze sta proponendo ciclicamente commissariamenti, assemblee, congressi, accuse, spaccature che stanno confondendo le idee all´elettorato del centro destra. Negli ultimi anni il denominatore comune per gli Azzurri a Varazze è stata l´instabilità. Per parecchi mesi i simboli di Forza Italia e della Casa delle Libertà-Berlusconi presidente sono stati rappresentati da persone che in Consiglio comunale risultavano avversari. Una situazione di spaccatura che finora il coordinatore provinciale Oliva e quello regionale Nan non sono riusciti a sanare. 
Valle viene per l´ennesima volta accusato di sostenere l´attuale maggioranza di sinistra che governa Varazze con la giunta Busso. «Una situazione incresciosa - sottolineano in un comunicato i tre rappresentanti - più volte segnalata ai dirigenti regionali del partito e che si protrae nonostante Valle non abbia i numeri per sostenere la propria posizione». 
Dal canto suo Valle replica: «In questo momento politico questi personaggi stanno screditando Forza Italia e aiutando il centro sinistra ad imporsi anche a Savona. Ci penseranno i coordinatori Oliva e Nan a sistemare le cose espellendo da Forza Italia chi non si uniforma alle regole della democrazia». 

p. p.