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La Stampa del 27/1/2002

IL CONSIGLIO E´ TERMINATO ALLE 6 DEL MATTINO TRA ACCUSE E MINACCE SULLE OSSERVAZIONI AL PIANO REGOLATORE GENERALE 
Il Prg di Albenga finisce in tribunale 
Schneck preannuncia una querela contro la minoranza 

ALBENGA 

Doveva essere il Consiglio più duro e polemico degli ultimi anni, ma la tempistica dell´ordine del giorno lo ha «disinnescato», perlomeno per quanto riguarda il pubblico che certamente non ha atteso le cinque del mattino per sentire discutere l´argomento che «appassiona» l´opinione pubblica albenganese. L´attesa era salita di tono poiché la maggioranza avrebbe risposto, per la prima volta ed ufficialmente, al «j´accuse» di Viveri circa presunte irregolarità nella redazione delle controdeduzioni del Piano regolatore. Accuse rivolte in particolare ad un progettista, Roberto Schneck, fra i leader di Forza Italia in provincia di Savona, tacciato di favoritismi di parenti. A spiegare quindi il perché di quelle controdeduzioni (che Viveri contesta e definisce vere e proprie varianti al Piano) c´era quindi il solo architetto Pier Giorgio Castellari. Schneck, a causa del «violentissimo attacco alla mia persona», non ha presenziato, annunciando la presentazione presso la Procura della Repubblica di Savona di una querela. L´eventuale danno (che qualcuno anticipa possa essere milionario, ma in euro) sarà devoluto in beneficenza. 
Ma allora chi ha vinto? A sentire i due contendenti, tutti e due hanno vinto. Da una parte Viveri dice: «Sono varianti e non controdeduzioni e ci sono stati grossi favoritismi». Ribatte l´opposizione: «E´ tutto un bluff viveriano. I terreni sotto accusa hanno subito decurtazioni di edificabilità, altro che aumenti». Eppure, dopo le accuse e la querela, qualcuno dei due avrà pur ragione, o perlomeno più ragione dell´altro. Anche perché ancora una volta ad Albenga il giudizio decisivo è stato rinviato ai magistrati che dovranno esaminare la fondatezza delle accuse del Ds, contenute in un ponderoso dossier. Passeranno i mesi e si prevede un rallentamento nell´approvazione definitiva del Piano su cui faceva affidamento il sindaco Zunino per rilanciare l´economia cittadina. Anche Viveri capisce la delicatezza di questo passaggio e si offre per indicare una strada di mediazione. Franco Vazio, capogruppo Ds, aveva accusato la giunta Zunino di aver redatto ad arte l´ordine del giorno con il loro punto al tredicesimo posto. Con tutta evidenza, il Consiglio ne avrebbe parlato nel cuore della notte (ed invece è stato discusso addirittura sul far dell´alba). E all´accusa di imbavagliare la minoranza, la maggioranza ha replicato: «Da sempre voi avete messo i punti proposti da noi, quando eravamo all´opposizione, in fondo all´agenda dei lavori consiliari». Certo l´atmosfera politica è incandescente, i toni si alzano e accuse roventi, prima accantonate, ora vengono riesibite. Viveri parla di favoritismi personali e subito dopo Barbero risolleva la questione dell´incompatibilità dell´ex «re rosso» dalla carica di consigliere. Viveri invierà 97 pagine di accuse alla Procura e riceve una querela che potrebbe avere pesanti conseguenze. Controreplica viveriana che mette in discussione la regolarità della posizione di Barbero che è anche presidente della Commissione regionale sulla pianificazione territoriale. E ancora, dice Viveri: «Nel modo con cui Barbero conduce il Consiglio comunale ci sono prevaricazioni, andrò a significare la situazione dal prefetto». Per tutta risposta arriva un´altra bordata dalla maggioranza: «Viveri ha lasciato un buco di bilancio di due miliardi, mettendoci in difficoltà». 
Romano Strizioli