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Da La Stampa del 08/02/2002

Inchiesta sulle tessere, sequestro a Forza Italia 

Dopo la denuncia di un infermiere nel mirino le sedi di Roma e Torino


La Guardia di Finanza nella sede nazionale di Forza Italia, a Roma, con un decreto di sequestro della documentazione di due tessere intestate a una coppia di infermieri delle Molinette ai quali non risulta di aver mai aderito al partito di Berlusconi. Dopo aver raccolto nel pomeriggio le testimonianze dei due, il pm Giuseppe Ferrando, titolare dell´inchiesta sul caso Odasso, ha predisposto in tutta fretta un decreto di sequestro per via dell´Umiltà che il comando torinese della Guardia di Finanza ha trasmesso a Roma perché venisse eseguito a tamburo battente. Presentatasi alle sette di sera alla sede nazionale di Forza Italia, una pattuglia di finanzieri si è sentita rispondere: «Tornate domani mattina, ci sono troppi scatoloni da aprire nell´archivio per poter rintracciare ora le pratiche che vi interessano». Nel provvedimento consegnato ai dirigenti forzisti si fa riferimento alla nuova ipotesi di reato, per ora contro ignoti, ufficializzata ieri dal pm: falso in scrittura privata. Si riparte dalle 1600 tessere di Forza Italia che l´ex direttore generale delle Molinette ha confessato di aver pagato. Giovanni Dell´Elce, sottosegretario nel governo Berlusconi e amministratore di Forza Italia, dichiara subito: «E´ tutto a posto, non abbiamo nulla da nascondere». Contrattempo logistico a parte, non vi è motivo di dubitare che i moduli di iscrizione dei due infermieri salteranno fuori. L´ha anticipato a noi lo stesso coordinatore regionale del partito, l´on. Roberto Rosso: «Ho controllato io stesso per telefono i moduli». In mattinata alcuni finanzieri si erano presentati nel suo ufficio, in vicolo San Lorenzo, per un primo accertamento sugli elenchi degli iscritti a Forza Italia nel 2000, l´anno cui sono state recapitate per posta al signor C. e alla moglie le tessere del partito. Sicché, poco dopo, il magistrato poteva già disporre di una prima significativa informazione: l´identità del socio presentatore dei due ignari aderenti a un partito che nemmeno votano. Si tratta del consigliere comunale Francesco Gallo che sarà, ovviamente, sentito al più presto dal pm. Non è ancora chiaro se come «persona informata sui fatti» o da indagato. 
Il signor C., da 18 anni infermiere ausiliario alle Molinette, ha riferito al pm: «Venerdì scorso, guardando il programma di Santoro in tivù, mi è venuto il dubbio che le tessere ricevute da me e da mia moglie due anni fa avessero a che fare con la storia del dottor Odasso. Ho guardato la moglie e le ho detto: "vuoi vedere che noi siamo tra quelli lì"». E, per sottolineare meglio la sua sorpresa, ha aggiunto il particolare del «io mica voto Forza Italia, e neanche mia moglie». Perché due anni fa non vi aveva fatto caso? «Allora ero gravemente ammalato. Avevo altro cui pensare». Al pm servirà sottoporre quanto prima alla coppia di infermieri le loro firme sui moduli di iscrizione, per avere un´ulteriore conferma alle loro prime dichiarazioni. Se i diretti interessati non le riconosceranno, sarà ufficiale il primo caso di iscritti fantasma nella seconda Repubblica: nella prima anche i morti sceglievano i dirigenti dc. A che pro? Sempre lo stesso. «I pacchetti di tessere mi servivano per entrare direttamente in politica» ha dichiarato Luigi Odasso qualche giorno fa. Ora, per lui, parla il suo legale, l´avvocato Andrea Galasso: «Il mio cliente ebbe l´elenco degli iscritti e i bollettini di pagamento». Odasso sarebbe stato solo un finanziatore? 
Alberto Gaino