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Da La Stampa del 08/02/2002

CONVOCATO UN VERTICE TRA I SETTE PARTITI CHE COMPONGONO LA MAGGIORANZA A PALAZZO LASCARIS, MA È SUBITO POLEMICA 
Ghigo: «Contro di noi c´è stata quasi una persecuzione» 
Lettera del presidente ai consiglieri regionali: dalle opposizioni atteggiamenti di intolleranza e illiberalità 


La lettera riservata indirizzata dal presidente della Giunta regionale Enzo Ghigo ai 39 consiglieri del centro-destra è arrivata nelle cassette personali a partire dallo scorso mercoledì. Due pagine per invitarli ad un vertice di maggioranza fissato per il 15 febbraio e per chiedere il contributo di «intelligenza politica di tutti» per trovare le soluzioni per uscire da una situazione «delicata». Ghigo non cita mai la causa di queste difficoltà - lo scandalo delle tangenti che ha coinvolto l´ex manager, Luigi Odasso e che ha gettato ombre su Forza Italia - ma invoca i suoi a tirar fuori un «forte sentimento di appartenenza politica alla Casa delle Libertà» soprattutto di fronte ad una opposizione accusata, indistintamente, di assumere «atteggiamenti di intolleranza, pregiudizio, illiberalità ai limiti della persecuzione politica». 
Il presidente è convinto che «la maggioranza non debba lasciarsi condizionare e meno ancora intimidire dall´opposizione» per evitare che prevalgano «atteggiamenti che hanno caratterizzato gli anni più bui della democrazia italiana». Anche in questo caso nessun riferimento a Tangetopoli ma in tutta la lettera si legge una forte preoccupazione per la possibilità che si ripeta quella stagione, soprattutto per quanto riguarda le divisioni all´interno dei partiti di governo. Ecco allora la necessità di «discutere insieme delle ragioni del dissenso interno e le vie di soluzione, ridimensionando, quando necessario, i conflitti alla luce delle più gravi preoccupazioni di oggi».
E che i fantasmi del passato turbino le giornate del presidente lo si intuisce anche leggendo un altro passaggio della lettera. Scrive Ghigo: «Anche se la Casa delle Libertà è una nuova realtà politica dell´Italia e anche se molti consiglieri sono giovani e magari alla prima esperienza elettiva sono convinto che non ci contaminerà certo uno dei peggiori germi del passato: la convinzione che le disgrazie politiche di ognuno di noi possano rappresentare la fortuna degli altri». 
Le affermazioni del Presidente rischiano di rendere incandescente la seduta del prossimo Consiglio regionale. Commenta Antonio Saitta, portavoce della Margherita: «E' incredibile! Anziché chiedere scusa ai piemontesi perché le tessere di Forza Italia sono state pagate con le tangenti delle Molinette Ghigo fa l'offeso e si ritiene un perseguitato politico della minoranza». Critica anche Giuliana Manica, capogruppo dei Ds: «Le opposizioni stanno facendo il loro dovere, cioè controllano gli atti e denunciano gli sprechi del governo di centro-destra». Mario Contu (Rifondazione Comunista) parla di «affermazioni farneticanti» mentre per Pino Chiezzi (Comunisti Italiani) «ormai Ghigo ha perso il senso delle cose». 
Ma al di là dell´«orgoglio di appartenere alla Casa delle Libertà» il presidente dovrà trovare altre parole e indicare soluzioni convincenti per evitare che la «guerriglia civile in corso nel centro-destra» - così fotografa la situazione il radicale Carmelo Palma - si trasformi in guerra aperta. Certo, Ghigo è riuscito - dopo l´incontro con il coordinatore regionale Roberto Rosso - a congelare lo scontro tra le componenti di Forza Italia ma la tensione tra gli azzurri e l´assessore alla Sanità, Antonio D´Ambrosio (An), resta altissima. Le prove? Eccole. La prima: l´intervento in aula, martedì scorso, di Enrico Costa contro la gestione della sanità fatto proprio, durante una riunione del gruppo azzurro, anche da Pedrale, Gallarini, Manolino, Pozzo e dall´assessore Pichetto. La seconda: Daniele Cantore non ha partecipato alla votazione con cui la maggioranza ha respinto un documento delle opposizioni per la sospensione del piano sanitario. Il motivo? «Non mi pare che la sanità piemontese possa andare avanti così», ha spiegato Cantore. E che dire dei consiglieri del Ccd (Angeleri) e del Cdu (Deorsola e Costa) che in una lettera aperta hanno in pratica sfiduciato D´Ambrosio? Ghigo, comunque, resta convinto che «la maggioranza uscirà più forte e coesa da questo insieme di difficoltà».