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LA STAMPA del 13 febbraio 2003 - Massimo Picone

L´INIZIATIVA POTREBBE ANCHE PORTARE AD ELEZIONI ANTICIPATE O AL COMMISSARIAMENTO DEL COMUNE 
Mozione di sfiducia per il sindaco 
La minoranza di Varazze attacca l´amministrazione Busso 


VARAZZE 

L'attacco alla attuale Giunta di Varazze continua senza tregua. L'assedio al sindaco diessino Giovanni Busso non conosce soste. La minoranza di centro destra raccoglie adesioni per l'imminente votazione di sfiducia all'attuale amministrazione. L'ipotesi di andare a elezioni anticipate questa primavera appaiono remote. Sostanzialmente per motivi normativi. Per arrivare alle urne tra pochi mesi, infatti, occorrerebbe che il Consiglio fosse convocato non oltre il 24 febbraio, data entro la quale, in caso di approvazione della mozione di sfiducia, Busso cadrebbe. Con frastuono. «Se poi questo termine non dovesse essere rispettato - spiega Andrea Valle di Forza Italia -, si correrebbe il rischio di un lungo commissariamento della durata di oltre un anno e il sindaco se ne assumerebbe le responsabilità, visto che le prossime votazioni sono previste nella tarda primavera 2004». «La continua conflittualità nella maggioranza, che dura ormai da tempo, deve essere risolta . Ieri è stata regolarmente protocollata la richiesta di convocazione del Consiglio con all'ordine del giorno la sfiducia al sindaco» spiega ancora Valle. La mozione, è stata firmata da nove Consiglieri comunali: Andrea Valle, Angelo Patanè e Sergio Regazzoni di Forza Italia, Giovanni Delfino (Udc), Alfiero Cravero (An), Giovanni Baglietto (gruppo Il Timone), Giovanni Baglietto (Gruppo Misto), Anna Ratto e Giuseppe Torelli (Progetto Varazze 2000). «Con questa azione i Consiglieri intendono sottolineare la consapevolezza di poter offrire una valida alternativa all'attuale maggioranza, garantire una gestione della città in grado di esprimere veri valori democratici. E' questo un atto di sfiducia che non vuole colpire chi oggi amministra, ma un atto di sfiducia molto responsabile che vuole rendere giustizia a tutte quelle persone disilluse che forse non ritrovano più nell'amministrazione Busso quelle qualità che hanno creduto di immaginare nelle elezione del 1999». Da oggi il rapporto maggioranza-minoranza è di 11 a 9, un equilibrio, quindi, molto delicato che sarà certamente fonte di grandi disagi e capricci per poter garantire una efficace gestione. «Ricordo i tempi in cui Busso parlava di marxismo-leninismo, la filosofia del dividere tutto per tutti, eccetera - ricorda Giovanni Delfino Udc - . Oggi mostra l'esatto contrario con operazioni come l'ex cotonificio e porto turistico, destinati rigorosamente ai privati a danno del bene e delle risorse pubbliche».

m. pi. 

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